La Formazione
LA FORMAZIONE MEDICA
In effetti, tutte le notizie disponibili in merito alla vita ed alla definizione del personaggio propongono interpretazioni non troppo uniformi tra le varie fonti di riferimento. La sua formazione culturale/professionale (secondo importanti testi del Buddismo Theravada, in particolare del “Pali Canon”) proverrebbe da una spiccata curiosità giovanile e successivamente da interesse formativo in tema di sostanze curative e medicamentose, allora conosciute, e che lo avrebbero spinto quindi all’apprendimento della pratica terapeutica.
La passione per la medicina, comunque, lo condusse a Takkasilà o Taxila (nell’attuale Pakistan, a circa 40 km Islamabad) la cui università rappresentò per secoli un importante centro della cultura Buddista. Lì vi esercitò ed insegnò, le scienze della salute, il famoso medico Atreya, contemporaneo anch’esso del Buddha (ma in effetti all’epoca risulterebbero diversi medici/docenti con tale nome autori anche di significativi testi di medicina); Shivago ne divenne discepolo e quindi medico. Al termine del settennato di specializzazione sulle erbe medicinali ebbe anche il plauso del suo Maestro. Successivamente, si narra essere stato il medico personale, oltre che fraterno amico del Buddha. Più o meno simili, seppur con qualche dissonanza, risultano i riferimenti della versione in Sanscrito Tibetano sulla formazione professionale di Shivago. Questi, affascinato dalla figura Bianca del medico/guaritore, si sarebbe documentato ed istruito sulle basi della medicina di cui avrebbe progressivamente apporfondito la conoscenza.
A Takkasilà avrebbe appreso, come nella precedente versione, dal maestro Atreya, il luminare dei medici, la preziosa e difficile arte chirugica della trapanazione cranica.Infatti, l’esito altamente lusinghiero degli esami di medicina, la padronanza delle arti di guarigione e la conoscenza delle erbe medicinali, gli avrebbero conseguito l’alta considerazione del Maestro Atreya che gli avrebbe trasmesso la propria esperienza e la cognizione di specifiche tecniche per gli impegnativi interventi chirurgici sul cranio.
I riferimenti di fonte cinese parlano della sua rinuncia al trono e di piena dedizione alla scienza medica.Le cognizioni apprese e sperimentate lo convinsero dell’inadeguata preparazione dei medici locali, anche con riferimento alla conoscenza dell’utilizzo, magari improprio, delle erbe medicamentose; tema questo non del tutto appropriatamente trattato nei relativi testi formativi allora disponibili e che provvide, comunque, a correggere ed integrare così come gli scritti in fatto di agopuntura e scienza dei polsi. L’istruzione parallela gratificata ai medici gli conquistò il loro massimo rispetto e considerazione.
La grande fama del Maestro Atreya, medico nella citta di Taxila, lo indusse a raggiungerlo assetato di apprendere la scienza: l’impegno si protrasse per sette lunghi anni ma con validi risultati circa l’effetto delle piante officinali, dei preparati terapeutici relativi e delle arti mediche. Al suo congedo da Taxila, il maestro Atreya lo elesse quale suo successore, in quanto, per certo, miglior medico indiano.