La Vocazione

LA VIA DELLA VOCAZIONE

Nel suo peregrinaggio formativo giunse nella regione di Vidarbha e nella città di Bhadrankata dove ebbe modo di studiare gli scritti relativi alla pratica della Dharanis e dei Mantras (in particolare i testi de “I suoni di tutti gli esseri”): in pratica, dal pronunciamento delle sillabe portentose (magiche) Dharani (dal termine dharana = ricordare) e i Mantras (espressioni sacre) si otterrebbero benefici effetti interiori (spirituali).

Curiosa ed occasionale poi la circostanza di cui si impadronì del Bodhisattva della guarigione (il rimedio calmante di tutti esseri): una gemma trovata in una catasta di legna acquistata da un uomo  - non in perfette condizioni di salute – la quale se posta dietro al paziente ne rileverebbe, illuminandolo, l’ubicazione e la natura della patologia (quasi un metodo precursore delle attuali radiografie).

A questo punto l’informativa cinese ripropone, con qualche analogia lo straordinario episodio della legna dianzi citato nella versione Sanscrito Tibetana.

Durante il viaggio di ritorno, Shivago avrebbe incontrato un ragazzo che trasportava della legna da bruciare: ebbe subito una visione chiara della parte interna di quel corpo giovanile; si rese conto che la fascina trasportata doveva contenere un frammento doveva contenere un frammento dell’albero della Divinità della Guarigione.

Poiché per le Sacre Scritture Mahayane tale divinità è un Bodhisattva della “Restituzione alla Salute”, Shivago si premurò di acquistare l’intera fascina in mezzo alla quale individuò il rametto della pianta sacra e lo usò subito per individuare e diagnosticare la malattia del ragazzo.