Le origini
LA LEGGENDA DEL DR SHIVAGO Con la caduta di Ayuttaya, tenuto conto di quel poco che è stato possibile recuperare negli anni, grazie anche alla concreta volontà di alcuni monarchi tailandesi, tutte le notizie giunte ai giorni nostri sono state tramandate pressoché oralmente e comunque con un passaggio di conoscenze ed esperienze pratiche di famiglia in famiglia, di generazione in generazione, di villaggio in villaggio…Tante le storie che ancor oggi si tramandano e che accompagnano le origini di questa tanto antica quanto straordinariamente attuale disciplina intrisa di cultura, tradizioni, rivolta non soltanto al benessere del corpo secondo l’accezione più comune, ma soprattutto all’equilibrio della mente e quindi al rispetto della persona nella sua interezza. Racconti e/o leggende narrano in ogni caso le vicende, sempre e principalmente, di uno stesso personaggio, Jivaka Komarabhacca, oggi conosciuto meglio e venerato in tutta la Tailandia, ancorché diversamente nomato a seconda delle regioni (Dr Jivaka o Dr. Shivago; Dr. Chivaga; ecc..). La leggenda vuole che il fondatore del massaggio tailandese sia Jivaka Kumar Bhacca, soprannominato affettuosamente dai tailandesi “Papa dottore”.
Jivaka Kumar Bhacca era amico personale del Buddha ed era, come il suo maestro, originario della parte settentrionale del subcontinente indiano. Presumibilmente, egli accompagnò il Buddha nelle peregrinazioni che il maestro intraprese per diffondere il suo insegnamento. Nei testi in Sanscrito - Tibetano, Shivago è il figlio naturale di un rapporto passionale tra il re Bimbisàra e la moglie libertina di un mercante della capitale del regno di Magadha (Rajagaha). Il bambino, frutto del peccato, alla sua nascita venne posto in un canestro che la domestica della donna lasciò innanzi al cancello del Palazzo Reale.
Shivago ebbe un’infanzia facile e incline alla raffinata istruzione di Palazzo, dove crebbe fino all’età adulta. Secondo la Narrativa Cinese, invece, una vergine divina di nome Ambapali (allevata da un Bramano) avrebbe generato per il re Bimbisàra un figlio. Alla nascita il bambino si sarebbe presentato con in mano un pacchetto di aghi utili per l’agopuntura; tale evento sarebbe stato considerato quale indicazione precisa per il suo destino. Parimenti avventurosa è la storia della sua origine che si tramanda nella versione in lingua Pali: Shivago risulterebbe nato da una cortigiana della medesima città (Rajagaha) che lo avrebbe affidato poi ad una schiava. Questa lo avrebbe abbandonato in una cesta di vimini su un cumulo di immondizia.
Al suo ritrovamento sarebbe stato adottato da Abhaya, figlio del re; di qui la sua raffinata educazione e cultura. La piena salute e la grande vivacità gli avrebbero conseguito il nome di Jivaka o Shivago ( dal termine “jive” che indica la gioia e la forza di vivere). L’appellativo di Komàrabhacca gli deriverebbe dal fatto di essere stato allevato da un principe. Ormai uomo, d’indole indipendente e d’intelligenza vivace, come Buddha, avrebbe abbandonato l’agiata vita di corte per ritirarsi lontano da tutti per un lungo periodo di solitudine e di profonda meditazione (forse quaranta anni). Proficue le riflessioni e le intuizioni conseguenti.